..PERCHE’ SOGNANDO CRESCIAMO BAMBINI, CON GLI OCCHI ACCESI!

 

Mi credereste se vi dicessi che fino a 16 anni non ho mai ascoltato musica? Ebbene si, dovete proprio farlo! Ed è stato un colpo di fulmine scatenato nientepopodimeno che dal mitico Vasco Rossi. Era l’estate del 1990 e “Fronte del Palco Live” del Blasco nazionale imperversava nelle radio, nei jukebox e nei walkman dei fortunati che lo possedevano! Fui letteralmente folgorato dal brano “Domenica lunatica” ascoltato per caso su una spiaggia qualunque. E fu come inserire la spina: da quel momento la musica divenne parte di me.

 

Acquistai il mio primo Walkman rosso della Sony, la mia copia in cassetta del suddetto album e cominciai ad  ascoltare di tutto, per recuperare il tempo perduto. Il desiderio di suonare arrivò subito dopo e cercai di soddisfarlo nel modo più inusuale: strimpellare qualche nota su di un vecchio computer Commodore 64 adibito, per l’occasione, a tastiera musicale.

 

Poco tempo dopo acquistai una tastiera per principianti, se non sbaglio una VISCOUNT XM-30 o qualcosa del genere. Praticamente impossibile da suonare. Non si potevano eseguire note lunghe perché il suono si esauriva prima!!! Imparai comunque un po’ di accordi, giusto per iniziare a suonare le classiche canzoni da novizi. Raccontai del mio nuovo acquisto ad Andrea, un caro cugino bassista che suonava in un gruppo del mio paese. Mi invitò varie volte alle prove e per me fu un’emozione devastante. Il bello doveva ancora venire.

Si perché l’inizio della mia “avventura” musicale avvenne in modo assurdo! Una sera d’estate, non ricordo di quale anno (forse il 1992), Andrea mi telefonò per chiedermi se “avevo voglia di andare a far finta di suonare..”. In pratica il gruppo in questione non aveva il tastierista e tutti i componenti suonavano live su delle basi riproducenti le sole parti di tastiera pilotate da un vecchio computer Atari 520ST. C’era quindi bisogno di qualcuno che, durante il concerto, fingesse di suonare piano e tastiere per evitare di insinuare nel pubblico il dubbio che tutti i musicisti suonassero in playback!!  Accettai. Poco tempo dopo acquistai il mitico Yamaha DX7 II FD iniziando  a suonare veramente con loro e, successivamente, anche a  cantare.

L’anno successivo acquistai una tastiera arranger della Roland, il famoso E-70. Parallelamente all’esperienza del gruppo iniziai a fare pianobar nelle feste di amici e nelle sagre paesane. 

Il 1995 fu un anno importante poiché, insieme ai ragazzi del gruppo, allestimmo il nostro primo “studiolo” di registrazione. Era veramente piccolo e non potè che chiamarsi “Microstudio”. All’interno di quei pochi metri quadri iniziai a registrare le miei prime composizioni ed ebbe inizio l’avventura del “Microstudio Recording”, divenuto in seguito (e dopo vari traslochi!) il mio studio di registrazione.

 

Negli anni successivi, fino al 2007, l’attività di pianobar divenne intensa e si intersecò con altre formazioni (nelle quali continuai a suonare le tastiere e a cantare) e con le prime esperienze di registrazione per terzi.

Tra queste mi piace ricordare il lavoro svolto per il cantautore Francesco Terreni, l’album di inediti “Adesso” del 2007, in cui ho curato gli arrangiamenti, le esecuzioni di piano e tastiere, le registrazioni, i mixaggi, ma soprattutto mi ha dato la spinta per gettarmi a capofitto nello studio approfondito della professione di fonico. Un’ altra splendida esperienza dell’ anno 2007 fu la partecipazione al raduno ufficiale dei Beatlesiani d’ Italia a Brescia al quale presi parte con la formazione dei “Golden Slumbers” nelle vesti di tastierista (il Billy Preston della situazione!).

 

L’anno che ricordo con maggiore entusiasmo dal punto di vista musicale è stato indubbiamente il 2008. Ebbi infatti la fortuna di poter suonare tutte le sere (e per tre anni consecutivi!) in un noto ristorante lucchese dove, accompagnandomi con un pianoforte acustico mezza coda presente nel salone, mi esibivo nel vecchio pianobar di una volta, quello pianoforte e voce, senza basi ed elettronica di alcun genere: una vera e propria palestra musicale e vocale. E proprio in quell’anno, dopo una full immersion in giganteschi libri che trattavano di acustica, cablaggi, elettronica, outboard e software musicale di ogni genere (tutto rigorosamente in inglese!!), iniziai la progettazione del mio nuovo, e attuale, “Microstudio Recording”: una splendida avventura conclusasi nel primo trimestre del 2009, per la cui realizzazione ho ricevuto un grande aiuto manuale da mio padre, cosa che ha reso il tutto ancora più bello e significativo.

Il primo importante lavoro svolto come fonico nel nuovo studio fu la realizzazione di un doppio album live intitolato “Rock Guitar’s Night Live 10/05/09” commissionatomi dal caro amico Lisandro Giorgetti negli ultimi mesi dell’ anno 2009: una produzione gratificante e completa che partiva dall’ acquisizione  multitraccia in loco, passando per la registrazione di nuove tracce aggiuntive, il mixaggio, il mastering ed infine la realizzazione grafica e la stampa.

 

Il 2010 fu un anno pieno di lavoro data la concomitanza del pianobar serale con l’attività dello studio di registrazione. Tra le realizzazioni più importanti mi piace ricordare:

 

-          Il singolo “How Insensitive” dei First Step.

-          Il cofanetto “Woodstock.. 40 years later” comprendente un cd live e un DVD interamente montato al “Microstudio”.

-          L’album “Strenght & Bravery” di Alessandro “Geppo” Gepponi nel quale, oltre al lavoro di fonico effettuato per musicisti del calibro di Pietro Bertilorenzi, Daniele Pacchini, Roberto Pugliese e lo stesso “Geppo”, ho collaborato agli arrangiamenti e registrato il piano, l’organo Hammond e il Rhodes.

 

Arriviamo quindi al 2011, l’ anno che mi ha regalato le più grandi soddisfazioni per quello che concerne l’attività svolta in studio di registrazione. Si perché il lavoro effettuato durante i nove mesi impiegati per la realizzazione di “Sogno Toscano” di Leo Boni è stato qualcosa di entusiasmante e forse irripetibile. Cito una frase che al momento dell’uscita dell’album di Leo avevo pubblicato sul sito del “Microstudio”:

 

“….9 mesi di registrazioni, mixaggi, amplificatori "a palla" e suoni sussurrati... Ritmiche indiavolate e atmosfere gipsy, bicchieri di vino,  tante  nottate  e  tanto, tanto caffè... Gino Scarpellini ed il suo  Microstudio Recording hanno concluso l'ultimo e spettacolare lavoro di Leo Boni: SOGNO TOSCANO.”

 

 

Lavorare con musicisti del calibro di Leo Boni, Anacleto Orlandi, Matteo Sodini, Cris Pacini e Franco Ricciu,  oltre ad essere una gioia immensa, è risultato incredibilmente semplice, spontaneo ed immediato. E’ in quest’occasione che ho avuto il piacere di conoscere e registrare il compianto attore toscano Carlo Monni.

Nel 2012 ho sentito l’esigenza di mettere un po’ d’ordine nelle mie composizioni, cercando di racchiuderle in un unico album. Mi sentivo un po’ come “il calzolaio che va in giro con le scarpe bucate”: avevo finalmente un mio studio di registrazione e non possedevo  un mio cd!! Ho iniziato così a rispolverare un po’ di materiale vecchio, riascoltando cassette, dat e demo dal 1995 al 2011. A giugno “Battisti non è morto.. vive in Alabama e fa gli scherzi telefonici a Mogol” era finalmente terminato. Un vero e proprio “punto e a capo!” che mi ha dato modo di “chiudere” con i vecchi lavori e liberare la mente per eventuali nuovi (visti i chiari riferimenti al famoso cantautore, l'album non è mai stato pubblicato, vivendo una "vita propria" di circa 400 copie distribuite a mano).

 

 

Le nuove composizioni non si sono fatte attendere: il 2013 infatti è stato un anno di scrittura e ispirazione che mi ha portato, nel 2014, alla realizzazione di “Vita”, album in vendita su tutte le principali piattaforme digitali tra cui iTunes, Google Play, Amazon ecc...

 

 

Il 2016 è stato tempo di restyling per l'album "Battisti non è morto..." del 2012. Ho scelto di ridurre il numero di tracce da 13 a 10, in modo da rendere l'album più snello e lineare all'ascolto. Al fine di poterlo pubblicare senza problemi sulle più importanti piattaforme digitali mi sono visto costretto ad eliminare i numerosi riferimenti al "mitico" padre di tutti i cantautori italiani, compresa la traccia n. 2, una delle più care a chi mi ascolta e mi conosce. Nessun titolo, grafica leggermente diversa, un'altra "aria" nell'ascolto ma soprattutto nuovo mastering!!

 

 

Il 2018 ha visto l'uscita dell' album di inediti "Nasci libera".  L'intero lavoro potrebbe essere definito un "concept album"  in quanto ha un unico filo conduttore presente in ogni traccia: la libertà. 

Libertà vista sotto varie sfaccettature: quella immacolata della nascita, quella "perfetta" presente nei giochi dei bambini, quella agognata o perduta, quella che ci rende liberi di credere o non credere, amare o non amare, sognare.

 

 

Siamo giunti ai giorni nostri... Attualmente sto lavorando ad un nuovo "concept album" interamente dedicato al mio paese: Buti. Il cofanetto uscirà a fine primavera 2020 e conterrà un CD audio di inediti e un DVD con relativi videoclip.

 

 

Per ulteriori approfondimenti su collaborazioni e realizzazioni vi rimando alle sezioni specifiche.